mercoledì 29 aprile 2009

Venerdì 1° maggio tutti in piazza

Invitiamo tutti i lavoratori, italiani ed immigrati , uniti, a partecipare alla manifestazione in difesa dei diritti dei lavoratori e contro il lavoro nero.

Tutti in piazza della Repubblica a
Roma

Venerdì 1° maggio

alle ore 10.00

Asso. Dhuumcatu via Bixio 12, Roma. http://www.dhuumcatu.org/ dhuumcatu@yahoo.it Tel 0644361830, 3398127020.

giovedì 2 aprile 2009

ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI IMMIGRATI E DELLE IMMIGRATE

“Per riuscire a cambiare realmente le nostre vite in Italia, in
Europa occorre una presa di parola, forte e decisa...
da parte nostra”
Il 15 febbraio scorso un gruppo di cittadini/e immigrati/e si è incontrato a Firenze, un appuntamento pubblico, perché eravamo e siamo convinti che solo a partire da un confronto e da una discussione seria sulla necessità di opporci, con determinazione, all’onda razzista, xenofoba e discriminatoria che il governo ha sapientemente alimentato con i suoi annunci, provvedimenti e decreti, potremo dare un senso alla protesta che giustamente viene da più parti in questo particolare momento. Non abbiamo dubbi che questa linea politica sia la continuazione di quanto posto in essere dai passati governi di centro sinistra e destra, che insieme hanno creduto che andare incontro alle richieste di quella parte della cittadinanza italiana, che si ritiene “doc” e guarda con disprezzo chi è diverso, fosse elettoralisticamente producente.
Questa politica del governo è fatta, anche, per disorientare il resto della popolazione italiana convincendola attraverso un bombardamento mediatico dell’esistenza di un terribile nemico facilmente individuabili tra i cittadini/e immigrati/e e cittadini rom. Abbiamo deciso a Firenze di rivederci a Roma per proseguire il nostro cammino, che parte da lontano: dall’esperienza nell’associazionismo, nei sindacati e anche nel percorso che alcuni di noi ha fatto nel CII (Comitato Immigrati in Italia). Ci siamo dati il compito di proseguire nel coinvolgimento di quella parte della cittadinanza che non ritiene umanamente accettabile il comportamento e le scelte del governo in materia di immigrazione, oltre al maggior numero possibile di immigrati/e.
Noi che, come i milioni di immigrati nel mondo, negli USA e nella fortezza Europa, abbiamo fatto nostro lo slogan: “qui siamo e qui rimaniamo”, siamo convinti che solo una presa di coscienza chiara e decisa potrà ridarci la forza per difendere la nostra dignità ed il ruolo che svolgiamo in questo paese, e crediamo sia giunta l’ora di chiamare gli immigrati/e e gli italiani/e antirazzisti/e a costruire resistenza, ad attrezzarci per difendere i nostri diritti, che sono i diritti di uomini e donne che non si arrendono alla marcia vergognosa di un governo che segrega, fa sparire, e condanna all’incertezza migliaia di persone, un governo che insiste nell'imporre il loro concetto di “italianità”.
La nostra proposta è questa:
incontriamoci, parliamo, discutiamo del nostro futuro, insieme poniamo le basi per costruire la più ampia unità possibile di tutte e tutti gli immigrati/e, senza dimenticare che solo costruendo organizzazione e soggettività riusciremo a contrastare l’invisibilità, la clandestinità e saremo finalmente protagonisti della nostra vita, del nostro futuro, capaci di incidere in ambito sociale, economico e politico e di costruire alleanze e convivenza fraterna con i cittadini italiani.
Riteniamo questo appuntamento, un passaggio decisivo, per decidere in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione o soggetto, quali strumenti e quali metodologie usare per attuare le iniziative necessarie per ottenere, come cittadini immigrati, rispetto dei nostri diritti e garanzia di sicurezza e giustizia sociale per noi e per l’intera società, della quale siamo una parte importante.

E´ GIUNTA L’ORA DI AFFERMARE IL PROTAGONISMO SOCIALE E POLITICO
DEGLI IMMIGRATI E DELLE IMMIGRATE

ROMA 5 APRILE 2009

ASSEMBLEA NAZIONALE
Dalle ore 10.00 alle ore 15.00
Via Galileo 57
(Vicinissimo Piazza Vittorio / stazione Termini)


Promuovono:
  • Unione Cittadini Immigrati Roma
  • Movimento Migrantes Y Familiares MFAM
  • Ass. Todo cambia Milano
  • Comitato Immigrati Napoli
  • Ass. Dhuumcatu
  • Lega Albanesi Illiria
  • Ass. Filippini Roma
  • Comitato Immigrati Roma
  • Ass. Sunugal Milano
  • Ass Insieme per la Pace
  • Ass Mosaico Interculturale
  • Federazione Senegalesi della Toscana
  • SdL intercategoriale
  • Ass. FOCSI (Roma)
  • Ass. Bangladesh (Roma)
  • Uai (Como)
  • Centro delle culture (Milano)
  • Ass. Punto di partenza
  • Movimento lotta per la casa (Firenze)
  • Ass. El Mastaba (Firenze)
  • Ass. Arcobaleno (Riccione)
  • Sunugal (Milano)
  • FAT
  • Studio 3R di mediazione
  • Centro delle culture (Firenze)
  • Andres Barreto (Roma)

Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRCTorino); Mohamed Badaoui – ass. interculturale Todo Cambia (Milano)

lunedì 30 marzo 2009

Tor Bella Monaca : Manifestazione contro il razzismo

Comunicato stampa


Le diverse comunità immigrate, insieme alla comunità pakistana, hanno indetto per Domenica 5 Aprile ’09 una manifestazione a Tor Bella Monaca a Roma contro il razzismo e per la sicurezza degli immigrati.





MANIFESTAZIONE

Domenica 5 Aprile ‘09

Ore 17.00, Fermata Cotral, Tor Bella Monaca

Comunicato Stampa


Tor Bella Monaca a Roma è diventata "Tor Brutta Monaca"

Attraverso continue campagne xenofobe, una parte della classe politica italiana, al di là degli schieramenti destra-sinistra, presenta noi stranieri come criminali, terroristi e causa della crisi economica. Le campagne stereotipiche ai danni di stranieri non sono un fenomeno recente: sin dagli anni ‘90 in Italia i marocchini prima, poi gli albanesi e i musulmani sono stati continuamente criminalizzati, come sta avvenendo ora con i rumeni, continuamente accusati di gravi vicende di cronaca addirittura attraverso false testimonianze.
L’avanzamento della “cultura dell’odio” sta provocando un’escalation di gravi episodi di intolleranza ed aggressioni verbali e/o fisiche ai danni di stranieri. L’appello lanciato “a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative” il 2 Febbraio 2009 dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, sottolinea come il susseguirsi di episodi “raccapriccianti e xenofobi” non si possano più considerare fatti isolati, bensì “sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo”.
In questo contesto, il ruolo ricoperto da alcune forze dell’ordine pubblico è stato di lavorare al fianco di quei politici impegnati, a fini propagandistici, a strumentalizzare l’accresciuta presenza degli immigrati in Italia, dimenticando che sono impiegati dello Stato e non dei governi. Spinti dall’ambizione di far carriera e ricevere medaglie, si impegnano soltanto a fermare, legittimamente o meno, quanti più immigrati possibile.
I controlli indiscriminati - il 90 % dei quali sono effettuati da diverse forze dell’ordine, che dovrebbero essere al servizio dello Stato, e non a fini politici - hanno il duplice effetto di far apparire agli occhi dei vicini italiani gli stranieri come dei criminali e legittimare i militanti di PDL/Lega Nord/Forza Nuova ad aggredire gli immigrati.
Occorre denunciare e riflettere sulle continue e recenti aggressioni, che si stanno verificando a Tor Bella Monaca, diventata “Tor Brutta Monaca” - le ultime di questa settimana, fino a ieri taciute, ai danni di un cittadino bengalese e, la più grave, nei confronti di Mohammad Basharat, negoziante pakistano, ridotto in fin di vita - e sull’atteggiamento xenofobo verso gli immigrati, che sta gravemente inasprendo le relazioni sociali nel territorio. Tor Bella Monaca purtroppo non è l’unica area periferica romana dove si susseguono quotidianamente episodi di violenza razzista ai danni di stranieri, che sono ignorati dai mass media e dall’opinione pubblica. Nei giardini di Via Tor Pignattara a Roma e in quelli adiacenti al capolinea della metropolitana B Rebibbia ogni giorno ci sono vittime di razzismo.
A quelle forze politiche, responsabili dell’inasprirsi del clima conflittuale, all’On. La Russa, Ministro della Difesa, chiediamo di impegnarsi per la difesa degli immigrati con un presidio fisso di militari a Tor Bella Monaca, in quanto il Commissariato Casilino Nuovo non è più in grado di gestire la situazione.
La richiesta che avanziamo è quella di cambiare responsabilmente questi atteggiamenti discriminatori e razzisti per favorire la convivenza sociale; rafforzare il controllo di Tor Bella Monaca da parte di P.S, CC, GdiF, visto che il Commissariato Casilino Nuovo col suo operato sta inquinando il suo stesso territorio e sta portando avanti una repressione continua verso i negozianti stranieri, intimorendoli con controlli continui ingiustificati e minacce di sequestro delle loro attività.
Vorremmo capire, rivolgendoci al Dirigente del Commissariato Casilino Nuovo, com’è possibile che da anni nella stessa zona si ripeta lo stesso tipo di violenza contro gli immigrati e se lei è in grado o meno di lavorare per una vera sicurezza in questo quartiere per tutti i cittadini, immigrati e non.
Sappiamo purtroppo che, anche dopo questo comunicato, si continueranno a portare avanti forme di controllo che celano atteggiamenti discriminatori. Ci rivolgiamo quindi, ai compagni ed alle associazioni impegnate in iniziative antirazziste per discutere di una “Roma per tutti e non per i fascisti”.
L’appuntamento fissato è per questa sera alle ore 19.00, via Bixio 12, Roma, presso l’Associazione Dhuumcatu.



Riunione
Lunedì 30 Marzo ‘09
Ore 19.00, via Bixio 12, Roma
Presso Associazione Dhuumcatu

mercoledì 18 marzo 2009

Mentre il governo cerca di aiutare gli italiani ad uscire dalla crisi, le amministrazioni locali cercano di mandare gli immigrati, in crisi

Comunicato Stampa


Il Prefetto di Roma non ha tempo, la Polizia amministrativa e sociale non risponde, ma il commissariato locale chiude l’attività.
L’Associazione Dhuumcatu da diverso tempo riceve segnalazioni da parte di gestori di internet Point di tutta Roma, di sopralluoghi operati da vari corpi delle forze del ordine volti ad invitare i gestori ad ammodernare il locale adeguandolo alle nuove norme, le quali prevedono il doppio bagno, il salotto d’attesa, rampa d’accesso per disabili, etc.Inoltre, i diversi corpi delle forze dell’ordine che svolgono tali sopralluoghi non hanno una linea comune su quali siano i requisiti per essere in linea con la legge numero 155 del 31 luglio 2005 che prevede l’identificazione dei clienti degli internet Point: alcuni invitano i gestori a fotocopiare il documento d’identità del cliente, altri sostengono che basti scrivere nome e cognome su un apposito registro, altri ancora che occorra annotare anche il periodo di validità del suddetto documento, per non parlare di chi ritiene necessaria l’identificazione anche per usare i telefoni; e non manca chi non considera valido a tal fine un passaporto straniero!Per questo chiediamo a chi di dovere di fare chiarezza su cosa si intenda per “identificazione” del cliente, in modo tale da poter permettere ai gestori degli internet Point di operare a tal fine certi di farlo bene. Noi, come associazione di immigrati, pensiamo che sia anche nostro dovere agire contro la criminalità e in conformità alla legge antiterrorismo (che non ha nulla a che vedere con questa repressione verso questi piccoli commercianti) e ribadiamo che secondo noi un vero terrorista non verrebbe mai ad operare in un internet point col rischio di essere rintracciato; sicuramente avrà altri modi di fare i cavoli suoi.Riguardo l’identificazione noi pensiamo che il gestore debba limitarsi a registrare nome, cognome e data di nascita del cliente, anche per non entrare in contrasto con la legge sulla privacy. Il gestore è punibile se non è in grado di fornire i dati per risalire all’identità di un cliente qualora eventualmente questo fosse risultato colpevole di un qualche uso criminale di internet e ricercato dalla legge. Stesso discorso per quanto riguarda i telefoni, per l’uso dei quali riteniamo necessario annotare i dati del cliente qualora si verificassero circostanze che rendessero necessario risalire alle sue generalità in caso di intercettazione. Senza necessità legale dei dati dell’utilizzatore sia di internet che dei telefoni, non riteniamo necessario tutto questo accanimento da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei gestori degli internet Point. D’altronde, come nel caso dell’utilizzo di internet, chi volesse utilizzare iltelefono in maniera criminale può farlo da qualsiasi cabina pubblica.Noi proponiamo senza costringere i gestori con questa repressione, che ha portato in qualche caso a far litigare cliente e gestore, l’uso di telecamere di videosorveglianza per riprendere chi entra e chi esce dai locali. Ovviamente tutto a spese del Ministero degli Interni. Stesso discorso vale per l’ammodernamento dei locali: non si può costringere un gestore di compiere tali modifiche strutturali ai locali, per un ammontare di diverse migliaia di euro, sotto minaccia della chiusura con sigilli del locale. Tali costi (oltre a quelli relativi ai mancati guadagni per il periodo di chiusura per ristrutturazione dei locali) dovrebbero essere coperti da chi richiede obbligatoriamente tali modifiche, ovvero lo Stato. Dopo tutto, la licenza ci è stata data ritenendo i locali adeguati secondo la normativa allora vigente; se il cambio di normativa prevede modifiche costose, queste devono essere pagate da chi ha deciso il cambio di normativa, e non da chicon anni di sacrifici ha aperto una piccola attività. Vista l’indifferenza nei confronti degli immigrati, chiediamo ai mezzi di informazione di intervenire per fare chiarezza sulla questione.
In allegato, la lettera alla quale attendiamo ancora una risposta da parte del Prefetto.
Al Rispettabile Prefetto - Prefettura di Roma
E.p.c.
Rispettabile Questore
Questura di Roma
Rispettabile Dirigente del Commissariato “ Casilino Nuovo”
Oggetto:
Ricorso gerarchico a revocare dell’ordine di chiusura dell’attività Internet Point.
L’Associazione Dhuumcatu sita a Roma in Via Nino Bixio 12, Tel: 06 44361830, Fax: 06 44703448, E-mail: dhuumcatu@yahoo.it, Sito: http://www.dhuumactu.org/,
Vi informa che il Sig……………………., nato a ………………, il ………………………………., è un membro della nostra Organizzazione con riferimento numero° 8160, nonché intestatario dell’attività di “ Internet Point” sita a Roma in Via………………
Il fatto che sottoponiamo alla sua attenzione è avvenuto in data 11-03-2009, giorno in cui egli ha ricevuto una notifica per chiusura dell’attività di Internet Point dal 14/03/2009 fino al 02/04/2009 per un totale di 20 giorni. Nella notifica è anche riportato che per questo locale vi era l’ordine di chiusura per 5 giorni per la stessa violazione del regolamento art. 8 e 9 del T.U.L.P.S. Chiediamo di revocare il decreto di chiusura del suddetto locale per i seguenti motivi:
1. La prima violazione del 21-09-2007 riporta “ da personale del Comm.to Casilino Nuovo, veniva accertata la mancata conservazione con modalità informatiche dei dati anagrafici relativi agli utenti dei servizi telefonici e telematici, nonché l?assenza del previsto registro vidimato per la stampa dei fati registrati”. Sig. Prefetto vorrei informarVi che il Sig………… riceve l’autorizzazione dell’attività di internet Point dopo il 18/09/2007 dal Commissariato …………………… è in data 21/09/2007 ne egli iniziato la sua attività al pubblico, e si conferma anche nel verbale in quanto non ha trovato nessun cliente dentro del negozio. Ancora di valutare quando il sig.....ha ritirato l’autorizzazione perché il Commissariato non ha prodotto i documenti “Vidimato dalla Questura” ? Per mancanza della conoscenza lingua italiana ne capito bisogno di presentare una memoria al divisione Polizia amministrativa e sociale e per mancanza di tale memoria la Questura ha ordinato di chiudere per 5 giorni suddetta attività. Sig………… ha seguito l’ordine della Questura.
2. Per la seconda violazione del 17-12-2008 riporta “ personale del Commissariato di P.S. Casilino Nuovo ha accertato, presso il suddetto esercizio, le violazione appresso indicate, cioè non acquisiva i dati anagrafici né gli estremi e la riproduzione dei documenti di identità degli utilizzatori delle postazione telefoniche e telematiche, presenti numero cabine 7 Phone center e numero 15 PC e continua sempre mancano registro Vidimato” . Riguardo telefoniche egli fornisce tutti i registri cartacei, (documento allegato) ma il responsabile del controllo contesta che i dati non erano riportati su fogli vidimati dalla Questura.
Signor Prefetto, fermo restando che a seguito di provvedimento inpugnabile, il sig........... ha comunque provveduto a dotarsi di quanto richiesto, Le ricordiamo che in qualità di cittadini immigrati pensiamo sia anche nostro dovere lavorare contro ogni tipo di criminalità e terrorismo, ed il Sig……………….. si è sempre impegnato, con la sua piccola conoscenza della lingua italiana, a seguire i comuni regolamenti della Repubblica Italiana.
RigraziandoVi per l’attenzione concessa, Vi preghiamo di annullare questo provvedimento di chiusura, in quanto non risulta che il Sig…… non ha potuto di produrre i dati di uno specifico cliente, ricercati dall’ordine Pubblico quale utilizzato questi apparecchi. Riguardo il PC numero 15 non esiste (dentro questo locale risulta solo 7 PC per i clienti) addirittura dal Ott/Nov/Dec-2008 questo locale non erano collegato con Internet ( documentata ), più verbale del 27/01/2009 accusato per mancanza dei dati del cliente cabina numero 7 Phone center, invece in data 03-03-2009 il Questore di Roma ordina chiusura del locale motivato “mancanza dei dati per cabina numero 6. In tutti e due i verbali è riportato sempre il PC 15 ( rivadiamo ancora PC 8/9/10/11/12/13/14/15 non esiste). Inoltre, in nessuna verbale della P.S risultano i dati dei clienti non registrati per il quale avvenuto questo ordine della chiusura firmato dal direttamente dal Rispettabile Questore di Roma.Vi chiediamo anche di valutare che nel decreto di chiusura si informa che entro 3 giorni della notifica deve chiudere per 20 giorni l’attività, ma nello stesso decreto si da anche la possibilità di ricorre contro questo decreto, entro 30 giorni per presentare ricorso gerarchico al Prefetto o entro 60 giorni al TAR. La chiusura entro 3 giorni ed il ricorso entro 30 giorni sono due procedure che contrastano l’una con l’altra. Proprio il questo motivo Lei prefetto intervenga per revocare il decreto di chiusura del locale. Infine Vi chiediamo di valutare che 20 giorni di chiusura del locale creano un totale disagio per la sopravvivenza della una famiglia immigrata, in un momento di crisi economica, che colpisce sia noi immigrati sia i cittadini Italiani. Se la Questura dopo di questo ricorso si chiude l’attività di internet Point di suddetta Via……………., noi unitamente riservo chiedere risarcimento danno economico al Giudice contro la Questura di Roma.
Distinti saluti
N.B. allegato la copia della licenza rilasciato dalla Questura di Roma, tutti due Verbali e documento di telecomunicazione quale attesta suddetto locale nel mese Ott/Nov/Dec-2008 non erano collegato con internet.

martedì 17 febbraio 2009

Giornata Internazionale della Lingua Madre e Torneo di Cricket contro il razziamo


Secondo i dati dell’Unesco, più del 50% delle circa 6.700 lingue parlate attualmente nel mondo, è oggi a rischio di estinzione.
La giornata del 21 febbraio, promossa per la tutela della diversità linguistica, è dedicata dalla comunità del Bangladesh a Roma al
ricordo dei caduti del 1952 in difesa della lingua madre.




GIORNATA DELLA LINGUA MADRE


Venerdì 20 Febbraio 2009 h 20.00
via G. Pepe n.1, Teatro Ambra Jovinelli a Roma


ALLESTIMENTO DEL MONUMENTO AI CADUTI

allo scadere della mezzanotte

DEPOSIZIONE DELLE CORONE DI FIORI

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Torneo di cricket contro il razzismo


Preoccupa il clima di xenofobia e razzismo che si respira in diverse parti d’Italia e in particolare a Roma, che è costato la morte di Lucky, un cittadino del Bangladesh, nel pestaggio razzista del 9 Dicembre del 2008. Un’escalation di violenza contro gli stranieri che ha registrato uno dei momenti più drammatici, quando il 1 Febbraio 2009 Shidu, cittadino indiano, è stato dato alle fiamme a Nettuno. Il torneo di cricket contro il razzismo, che vedrà protagonisti i giovani di diverse nazionalità, squadre di ogni paese e colore, è dedicato a Lucky e a Sidhu, solo due delle numerose vittime del razzismo.


COPPA LUCKY E SIDDHU


Domenica 22 Febbraio 2009

Ore 8.00- 17.00

Parco Villa Gordiani Prenestina


Roma Info: Asso.Dhuumcatu, viua Bixio 12, Roma, Tel. 0644361830, 3398127020.

mercoledì 4 febbraio 2009

DOMENICA 8 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE CONRO IL RAZZISMO A NETTUNO


Comunicato


L’associazione Dhuumcatu, comunica l’annullamento della manifestazione indetta per il 5 febbraio a Nettuno.

Aderiamo invece alla manifestazione indetta da varie associazioni che si svolgerà:


domenica 8 febbraio 2009 alle ore 16.00 alla stazione di Nettuno


Partenza da Roma alle ore 14.00 dalla Stazione Termini.


Concentramento alle ore 13.30 in via Giolitti (capolinea trenino Co-tral)


Nel ringraziarvi per aver prontamente aderito al nostro appello, vi invitiamo ad essere presenti all’iniziativa di domenica.

domenica 1 febbraio 2009

PROSSIME MOBILITAZIONI CONTRO IL RAZZISMO, IL DECRETO (IN)SICUREZZA, E IL DIRITTO ALLA CASA

Comunicato Stampa

Il 29-01-2009, alle ore 23.00 circa in Via Renzo Da Ceri, n° 155 (nei pressi di via Roberto Malatesta, vicino alla chiesa) entrano due ragazzi (italiani ? ) a volto coperto, armati di pistola e la puntano verso il proprietario dell'internet point per una rapina. Alla reazione del proprietario uno dei rapinatori lo colpisce alla testa con il calcio della pistola e dopo………..?


Invitiamo tutti domani (02-02-2009) alle ore 12.30 presso il negozio, per vedere la situazione e per dare un appoggio morale al negoziante, tuttora terrorizzato, per far ripartire la sua attività. L'Associazione Dhuumcatu ha visitato il negozio il giorno stesso dell'aggressione e ha parlato con il proprietario. Secondo il nostro punto non si è tratto di rapinatori professionisti ma di un è atto di razzismo compiuto per terrorizzare noi immigrati.


Un altro appuntamento: Vi invitiamo a partecipare il 03/02/2009 alle ore 15.00 al IX Municipio per sostenere la piccola “occupazione” in Via Eurialo 1, a due passi dalla metro Furio Camillo. In questa occupazione vivono 10 famiglie italiane con 7 bambini, invalidi e anziani. Vivono da più di 7 giorni senza acqua, luce e gas. Vogliamo chiedere al presidente del IX Municipio di prendere atto immediatamente della necessità urgente dell'allaccio di acqua, luce e gas e di intervenire con il proprietario dello stabile: gli occupanti sono disposti a pagare un canone equo.


Ancora un altro appuntamento: il 04/02/2009 a Piazza Navona (davanti al Senato) alle ore 16.00 per contestare il decreto (IN)sicurezza e per chiedere il permesso di soggiorno per tutti: questa sarebbe vera sicurezza.


Il 05-02-2009 alle ore 17.00 alla Stazione FS di Nettumo per protestare dopo l'aggressione di un immigrato indiano bruciato vivo e che versa attualmente in gravissime condizioni. Deunciamo la responsabilità politica dell' attuale Governo Italiano che ha seminato questo razzismo.